Diari sull’Assedio di Leningrado

Non molti  al pubblico italiano ma di notevole interesse sono due diari sull’Assedio di Leningrado, entrambi scritti da due ragazzine, come nel caso del famoso Diario di Anna Frank.

Il primo consiste di poche pagine su cui Tanja Saviceva, che sopravvisse all’assedio ma non alle sue conseguenze morendone pochi mesi dopo, annotò le morti di tutti i propri familiari. Il secondo, meno famoso perchè rinvenuto negli archivi statali soltanto pochi anni fa, poi pubblicato nel 2011 e tradotto in italiano nel 2013, si intitola il diario di Lena, dal nome dell’autrice Lena Muchina. Le oltre 300 pagine di appunti raccontano della vita quotidiana di una Leningrado in stato di guerra, nel periodo che va  dal maggio del 1941 a quello del 1942, quando l’autrice fu poi sfollata a Gor’kij, l’odierna Nizhnij Novgorod.

Diario di Lena Muchina

Leningrado, 22 maggio 1941. Il diario di Lena comincia qui, pochi giorni prima dell’invasione dell’Unione Sovietica da parte dell’esercito nazista. Lena Muchina è una ragazza di sedici anni, alle prese con gli esami di fine anno, le uscite con le amiche, i primi innamoramenti. Poi, improvvisa, l’eco della guerra acquista intensità e comincia a fare da sfondo sempre più cupo alle sue riflessioni spensierate e ancora infantili. L’arrivo delle truppe naziste in terra sovietica obbliga Lena a prendere parte ai programmi di difesa del governo comunista: lavora dapprima alla costruzione di trincee, e poi, quando a settembre ha inizio l’assedio di Leningrado, come infermiera per i feriti di guerra, mentre gli scontri sempre più violenti privano i civili di beni primari come cibo, acqua ed elettricità. Lena lotta per mangiare e ripararsi dai bombardamenti, ma non rinuncia a raccontare la guerra con la voce di chi, a sedici anni, guarda con fiducia al futuro, nonostante la morte della nonna e poi della madre la privino di un sostegno proprio nel momento più difficile. Questo diario è un documento storico depositato negli archivi di Stato dell’Unione Sovietica, dove è rimasto per oltre settant’anni, fino alla recente scoperta di uno storico dell’università di San Pietroburgo che, colpito dall’intensità della scrittura, ha deciso di renderlo pubblico.

Diario di Tanja Saviceva

  • Zhenya è morta il 28 dicembre 1941, a mezzogiorno.
  • La nonna è morta il 25 gennaio 1942, alle tre del pomeriggio.
  • Leka è morto il 5 marzo 1942, alle cinque del mattino.
  • Lo zio Vasja è morto il 13 aprile 1942, alle due dopo mezzanotte.
  • Lo zio Leša è morto il 10 maggio 1942, alle quattro del pomeriggio.
  • Mamma il 13 maggio 1942 alle sette e mezzo del mattino.
  • I Savičev sono morti.
  • Tutti sono morti.
  • È rimasta solo Tanya.

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Una risposta a Diari sull’Assedio di Leningrado

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