Klub Kamchatka

Viktor Tsoj al lavoro come fuochista
Viktor Tsoj al lavoro come fuochista nei locali caldaia ora sede del Klub Kamchatka

Tra i tipici cortili del quartiere di Pietrogrado, ce n’è uno particolare, che attira ogni giorno decine di appassionati di musica da tutta la Russia, e non solo. Questo angolo di Pietroburgo porta il nome di Cortile di Viktor Tsoj, o Coj secondo un’altra traslitterazione, musicista simbolo del rock sovietico e post-sovietico, e introduce ad un luogo culto della cultura underground della città, il Club Museo Kotelnaya Kamchatka. Il termine “kotelnaya” in russo indica il locale caldaia, e, in effetti, nel seminterrato di via Blokhina 15, dove ora si trova il club, fino a non troppi anni fa funzionavano le caldaie che scaldavano l’intero condominio. È qui che dal 1986 lavorarono come fuochisti diversi artisti della scena rock, e tra tutti il primo fu proprio Viktor Tsoj, a cui adesso è consacrato il Club Museo.

Al tempo del suo arrivo alla Kotelnaya, Tsoj e il suo gruppo, i leggendari Kino, erano già famosi in tutta l’Unione Sovietica, ma quello di musicista rock non rientrava, per il governo dell’epoca, tra i mestieri considerati utili alla società. Perciò, chi voleva dedicare la vita alla musica rischiava di macchiarsi del reato di “tunejadstvo” (in russo “parassitismo”), eliminato solo con il crollo dell’URRS nel ’91. Fu così che, quando Sergei Firsov, ora direttore del Club, iniziò a lavorare alla Kotelnaya di via Blokhina, pensò bene di fare assumere anche Tsoj, il quale a sua volta portò altri artisti, attratti dalla possibilità di lavorare ufficialmente, ma con orari flessibili. Essendo quello del fuochista un mestiere pesante, era consentito lavorare 24 ore ed essere liberi per il resto della settimana, così i musicisti avevano il tempo di comporre, provare ed esibirsi.

In questo modo, la Kotelnaya divenne in breve tempo un luogo di ritrovo di musicisti, cantautori, poeti dell’ambiente alternativo di fine anni ’80: Aleksandr Bashlachev, Andrei Mashnin, Viktor Bondarik, sono solo alcuni dei nomi degli artisti che sono passati di qua. Le caldaie della Kotelnaya funzionarono fino al 2000, quando nel condominio fu installato un sistema di riscaldamento moderno, ma Sergei Firsov e altri che insieme a lui avevano in gioventù trovato in quel posto uno spazio vitale decisero di non abbandonarlo, ma dargli nuova vita. Nel 2003 nacque così il Club Museo Kotelnaya Kamchatka, dove oggi, a molti anni dalla sua morte, i fan di Viktor Tsoj vengono da tutto il mondo a rendergli omaggio, a vedere i suoi oggetti personali, sentire la sua musica.

Sei sere a settimana la Kotelnaya Kamchatka ospita concerti di gruppi locali, che suonano cover dei Kino e altre band, ma anche pezzi propri, passando dal rock e il punk sovietico, a quello della perestrojka, la musica d’autore, etnica e molto altro. Il pubblico di queste esibizioni è variegato per età e stile, ed è interessante vedere come la musica dei Kino accomuni persone così diverse. Durante la giornata non è raro vedere anche molte famiglie con bambini, che si recano nel cortile di Viktor Tsoj, decorato da graffiti, scritte lasciate dai visitatori negli anni e da una targa commemorativa, e fanno visita alla Kotelnaya Kamchatka, dove i genitori mostrano ai figli le reliquie del loro mito.

Il club, non lontano dalla Fortezza di Pietro e Paolo, quindi comodo da visitare anche per i turisti e facilmente raggiungibile dalla fermata del metro Sportivnaja, è aperto ogni giorno dalle 12.00 alle 24.00 e ospita concerti ogni sera dal martedì alla domenica. Durante la giornata l’ingresso è libero, si può entrare a dare un’occhiata e prendere un the o una birra o acquistare un souvenir. La sera, per assistere ai concerti si paga un biglietto, dai 200 ai 400 rubli. Il programma è visibile sul sito clubkamchatka.ru,sito disponibile solo in lingua russa.

Testo e fotografia di Valentina Carta. Aggiornamento dicembre 2019