Vaso Kolyvan

Vaso Kolyan, vista laterale
Vaso Kolyan, vista laterale. Foto originale su Commons Wikipedia

Il Vaso Kolyvan è conservato in un’apposita sezione del Nuovo Ermitage, uno dei palazzi che costituiscono il Museo dell’Ermitage, ed è probabilmente il più grande e pesante del mondo, tanto che le pareti della sala dov’è esposto furono erette dopo che il vaso vi venne collocato.

Questa colossale opera d’arte ha delle dimensioni imponenti, con un ingombro di circa 3 per 5 metri e un’altezza di oltre 2 metri e mezzo e un impressionante peso che sfiora le 20 tonnellate, e ci vollero circa 15 anni per portarla a compimento. Il vaso si compone di tre parti distinte ovvero un piedistallo, uno stelo ed un’enorme coppa ellissoidale, con l’asse maggiore lungo 5 metri e quello minore oltre 3; per la sua realizzazione venne utilizzato un blocco unico  di diaspro verde, una varietà del quarzo, estratto in una miniera sui monti Altai, catena montuosa della Siberia.

Abrahram Melniko, uno degli architetti autori della scalinata di Odessa immortalata nel film Corazzata Potemkin, disegnò il vaso ispirandosi all’arte neoclassica, allora molto in voga in Russia, rifacendosi anche all’arte degli Sciti, antica popolazione che abitava in un territorio all’epoca appartenente all’Impero russo.

La realizzazione del progetto, voluta dallo zar Nicola, richiese uno sforzo logico e finanziario notevole e assai prolungato nel tempo, durante il quale vennero coinvolti anche Egor Finankin, allora ministro delle Finanze, ed il conte Pavel Demidov, ricco industriale ed imprenditore il cui fratello Antolij Demidoff risiedeva a Firenze.

Nel 1828 l’estrazione del blocco di diaspro richiese circa 10 giorni di lavoro con l’impiego di oltre 300 operai, poi il minerale grezzo venne sbozzato con il lavoro di oltre 100 artigiani e finalmente nel 1830 fu trascinato, facendolo rotolare su tronchi d’albero, fino al villaggio di Kolyvan, da cui il vaso prende il nome, impiegando per l’operazione oltre 500 persone.

In questa località dal 1832 al 1843 dal blocco venne ricavata la coppa ellittica che poi venne avviata verso San Pietroburgo, percorrendo un viaggio lungo e tortuoso verso San Pietroburgo: dapprima il vaso fu trasportato su slitte, con un tiro di cavalli composto da 150 ad oltre 180 animali a seconda delle asperità del terreno, fino a Barnaul e poi qui venne imbarcato su una speciale zattera per il trasporto fluviale, spesso con l’aiuto dei battellieri.

E così navigando per vari fiumi, iniziando dal Čusovaja, transitndo sul dal Kama dalal Volga e poi attraverso un sistema di canali raggiungeva la Neva, attraverso vari corsi d’acqua ed i laghi Onega e Ladoga, nell’autunno del 1844 il colossale vaso attraccò sulla Fontanka, nei pressi del ponte Anichkov, dove vi rimasea lungo fino a che non fu deciso di farlo arrivare all’Ermitage, dove tuttavia non era stata decisa la precisa collocazione.

L’anno seguente fu deciso di collocarlo all’ingresso del Nuovo Ermitage, dove ovviamente si trova tuttora, ma la preparazione della sala destinata ad ospitare il vaso occorsero ulteriori 4 anni! Finalmente nel 1849 il vaso venne definitivamente sistemato e nel 1850 ultimata la decorazione in bronzo del piedistallo…

Vaso Kolyvan
Vaso Kolyvan, le persone sono piu’ basse del vaso, non dipende dall’inquadratura! Immagine originale su Commons

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Aggiornamento giugno 2020