Aleksandr Puškin

Ritratto di Puškin. Immagine di commons.
Ritratto di Puškin.
Immagine da Commons-Wikipedia

Aleksandr Sergeevič Puškin, nato a Mosca il 6 giugno 1799 e morto a San Pietroburgo il 10 febbraio 1837, è stato un poeta, saggista, scrittore e drammaturgo russo. Il giorno della sua nascita è stato scelto come data per la giornata internazionale della lingua russa.

In filologia egli è considerato il fondatore della lingua letteraria russa contemporanea e le sue opere, tra le migliori espressioni del romanticismo russo, hanno ispirato numerosi scrittori, compositori e artisti.

Nasce  Mosca ma ben presto il destino lo porta nella capitale dell’Impero russo. Dal 1811 a Carskoe Selo frequenta il Liceo Imperiale, poi, dopo essersi diplomato, si traferisce a San Pietroburgo e diventa funzionario governativo.

In parte per adempiere al proprio compito, ma soprattutto per via delle sue idee sovversive, noti erano i suoi legami con gli esponenti pietroburghesi del Decabrismo, e di alcuni versi troppo galanti, viene mandato in missione in qualche governatorato di provincia o in confino a Michaijlovskoe, presso la tenuta di famiglia.

Tornato a San Pietroburgo, nel 1831 sposa Natal’ja Nikolaevna Gončarova, da cui ha quattro figli e la cui bellezza fu il motivo per cui venne sfidato a duello da Georges d’Anthès. La sfida si svolse a Čërnaja rečka, il poeta viene ferito a morte e dopo due giorni muore nella propria casa sulla Moika, ora sede del museo che lo commemora.

I legami fra Puškin e la città sono innumerevoli. Cosiccome numerosi luoghi e monumenti lo ricordano, ad esempio la statua nella Piazza delle Arti, l’omonima stazione della metropolitana, il Museo panrusso, allo stesso modo molte opere dello scrittore sono ambientate sulla rive della Neva: l’ode al Cavaliere di bronzo, il romanzo in versi Evgenij Onegin, il racconto La dama di picche ed il poemetto La casetta a Kolomna.

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